
Il dizionario di Medicina dello Sport è stato curato dal dott. Giovanni Petrillo. Le terminologie contenute nel dizionario sono di carattere generale e tendono ad llustrare le principali caratteristiche delle patologie degli sportivi. I contenuti sono stati presi dal Manuale di Medicina dello Sport applicata al calcio di L. Vecchiet e dall'enciclopedia on line Wikipedia.
A-B-C-D-E-F-G-H-I-L-M-O-P-R-S-T-V
ADATTAMENTO ENERGETICO: La trasformazione e l’utilizzazione dell’energia varia Secondo gli sport. Se sappiamo quali siano le riserve energetiche (anaerobico-alattacide, anaerobico-lattacide, aerobiche, ecc.) Che debbono essere mobilitate per quel dato sport,con le opportune forme Di allenamento possiamo migliorare l’adattamento energetico.
ADATTAMENTO FUNZIONALE: In esso, dal punto di vista anatomico ci si allena con movimenti che sono quanto più possibile vicini a quelli della tecnica. Però, l’adattamento funzionale non deve essere confuso con l’allenamento della forza orientato sulla tecnica, che rappresenta una forma di allenamento più precisa, che è ancora maggiormente sintonizzata sull’esecuzione del movimento. Se si vuole che l’allenamento sia efficace in senso funzionale si debbono trovare esercizi complessi che corrispondono all’impegno di forza specifico dello sport praticato.
ADATTAMENTO MUSCOLARE: è all’attività fisica prevede la conversione di un tipo di fibra a un altro tipo; queste conversioni servono uno scopo biologico chiaro: la funzionalità. In pratica, il corpo si adatta allo stimolo più intenso o più lungo cambiando di conseguenza la composizione delle sue fibre muscolari.
ADATTAMENTO NERVOSO: Si tratta della capacità di riuscire ad attivare, contemporaneamente, il massimo numero possibile di unità motorie. Pesi elevati migliorano la coordinazione intramuscolare, e quindi la forza massimale, mentre sovraccarichi di peso medio sviluppano la forza rapida. L’adattamento nervoso viene promosso svolgendo un lavoro di costruzione in un ambito che va da una a cinque ripetizioni. Un peso elevato produce una rapida mobilitazione della forza muscolare, ma ciononostante il movimento è lento. L’“accensione” (l’avvio) è molto potente ed è abbinata con una attività muscolare intensiva. Quando gli atleti praticano uno sport nel quale non debbono aumentare la propria massa corporea, come quelli nei quali sono previste categorie di peso, l’adattamento nervoso del muscolo è in primo piano.
AGENZIA MONDIALE ANTI-DOPING (A.M.A.): in francese Agence mondiale anti-dopage (AMA), in inglese World Anti-Doping Agency (W.A.D.A.), è una fondazione indipendente creata per volontà del Comitato olimpico internazionale (C.I.O.) il 10 novembre 1999 a Lausanne (Svizzera) per coordinare la lotta contro il doping nello sport. Nel 2001 la W.A.D.A. ha spostato il suo quartier generale a Montreal (Canada). L’agenzia lavora per aiutare le singole federazioni sportive nel migliorare i test-antidoping, la ricerca e l’educazione contro questo fenomeno. Stila anche un elenco di sostanze proibite che gli atleti non possono prendere. È finanziata in parte dal C.I.O. e in parte dai governi di diversi paesi.
ADATTAMENTO NEUROMUSCOLARE: è il miglioramento nella prestazione muscolare influenzato positivamente dal sistema nervoso, che in presenza di attività fisica trova il suo adattamento nervoso (vedi voce ADATTAMENTO NERVOSO).
ANALISI DELLA MASSA CORPOREA: l’analisi della composizione corporea rivela che gli atleti hanno caratteristiche fisiche che si correlano all’attività fisica che praticano; ad esempio gli atleti che gareggiano nei lanci in atletica hanno un’elevata massa magra ma anche una relativamente alta % di massa grassa; gli atleti di corsa di fondo hanno poca massa grassa e poca massa magra. In particolare basse quantità di grasso sono richieste in sport di resistenza, nei salti e nella velocità, mentre una grande massa muscolare caratterizza gli atleti di forza e di potenza. Gli sportivi sono generalmente più magri dei soggetti sedentari e la loro quantità di grasso dipende dal tipo di sport e dal livello di intensità praticato.
APLASIA: diminuzione del volume del muscolo in seguito a diminuzione del numero di cellule che lo compongono.
APPARATO CIRCOLATORIO: l’apparato circolatorio è un sistema di vasi che contiene un liquido che raccoglie e distribuisce sostanze. Può essere aperto, se comunica col celoma con cui condivide il liquido, o chiuso.
APPARATO RESPIRATORIO: l’apparato respiratorio è una struttura anatomica atta alla respirazione, costituita dai polmoni e dalle vie aeree; permette gli scambi gassosi di ossigeno ed anidride carbonica con l’emoglobina ed il plasma del sangue secondo un processo chiamato ematosi.
APPARATO SCHELETRICO: Il sistema scheletrico è il sistema deputato a sostenere le parti molli del corpo dei Vertebrati. Costituisce la parte passiva dell’apparato locomotore, le cui altre parti sono il sistema muscolare e il sistema articolare. L’apparato scheletrico è formato da cartilagini, ossa, articolazioni.
ARTICOLAZIONE DEL GINOCCHIO: vi sono, i 2 legamenti crociati la cui funzione è quella di impedire il movimento di traslazione anteriore e posteriore della tibia rispetto al femore . Si chiamano crociati, perché si incrociano al centro dell’articolazione.
ARTICOLAZIONI: le articolazioni sono dispositivi giunzionali tra capi ossei, interconnessi tramite i tessuti connettivi. A seconda della loro differente mobilità, cioè della loro escursione, possono essere di tipo mobile (ad esempio l’articolazione della spalla), semimobile (fra le vertebre) o fisso (ossa del cranio). Si dividono in sinartrosi e diartrosi.
ATROFIA: Diminuzione del volume muscolare in seguito alla diminuzione del volume delle singole cellule
BIOMECCANICA: è la scienza che studia il movimento con lo scopo di migliorare l'ergonometria del mezzo tecnico e per consentire all'atleta di esprimere la massima potenza muscolare di cui dispone. Altresì, la biomeccanica può anche chiarire le cause e trovare i rimedi di tutte quelle problematiche di natura traumatologica che possono affliggere gli atleti durante la pratica sportiva.
CAPACITÀ CONDIZIONALI: sono l’insieme delle caratteristiche metabolico/funzionali che consentono al calciatore di realizzare un qualsiasi gesto motorio (Calligaris 1986). Queste consentono di affrontare l’attività motoria utilizzando l’energia disponibile nell’organismo e dipendono dalle condizioni dell’apparato muscolare e dagli apparati cardiocircolatorio, respiratorio e metabolico/energetico del soggetto. Risentono, altresì, della spinta puberale. Possono essere identificate 3 principali capacità condizionali sono: la forza, la velocità e la resistenza.
CAPACITA’ COORDINATIVE: La coordinazione motoria è la capacità che permette di eseguire un qualsiasi movimento nella maniera più efficace. Le capacità coordinative si distinguono in 2 grandi gruppi: 1)Le capacità coordinative generali; 2)Le capacità coordinative specifiche. Le prime sono costituite dalla capacità di apprendere un nuovo movimento, dalla capacità di controllare e regolare il movimento e dalla capacità di saper adattare e trasformare i movimenti che si sono appresi in base alle necessità. Le capacità coordinative generali sono alla base della capacità coordinative specifiche che sono: 1)capacità di accoppiamento e combinazione dei movimenti; 2)capacità di coordinazione oculo-muscolare; 3)capacità di differenziazione; 4)capacità di equilibrio; 5)capacità di orientamento; 6)capacità di ritmo; capacità di reazione; 7)capacità di trasformazione.
CARDIOPALMO: termine generico con il quale si segnala la presenza di un disturbo del ritmo cardiaco. Non infrequentemente è dovuto ad uno stato ansioso. Dispnea: sinonimo d’affanno, è uno dei degni d’insufficienza cardiaca. Può essere presente solo sotto sforzo, o, in casi molto seri, anche a riposo.
CELOMA: il celoma è una cavità, posta tra il canale alimentare e la parete del corpo, presente negli animali più evoluti: gli eucelomati (o celomati). Questa cavità differisce dallo pseudoceloma perché, durante lo sviluppo embrionale, esso si origina da una escavazione nel mesoderma, il foglietto embrionale che va ad occupare interamente la cavità blastocelica precedentemente formatasi. Il celoma ripieno di un liquido (liquido celomatico) che può svolgere funzioni di sostegno idrostatico, trasporto (nel caso in cui manchi un sistema circolatorio chiuso) o raccolta dei gameti. La cavità celomatica è tappezzata dal peritoneo, un tessuto di origine mesodermica che circonda e sostiene i vari organi interni, in modo che non siano a contatto diretto col liquido celomatico. Con l’evoluzione, il celoma può ridursi notevolmente: ad esempio, nell’uomo ne rimangono solo il cavo pleurico, quello peritoneale e la cavità delle ovaie. Il celoma può formarsi in due maniere diverse: per schizocelia o per enterocelia.
CERTIFICATO DI IDONEITA’ SPORTIVA NON AGONISTICA (BUONA SALUTE): è l’attestazione richiesta a tutti i praticanti attività sportive qualificate non agonistiche dalle Federazioni Sportive Nazionali, dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano, dagli Enti di propaganda sportiva riconosciuti e i partecipanti alle attività scolastiche in orari extra-curricolari ed alle fasi precedenti quelle nazionali dei Giochi della Gioventù. Il criterio per determinare il tesseramento agonistico di un atleta è demandato ad ogni singola Federazione Sportiva Nazionale ed è quasi sempre un criterio anagrafico. Riportiamo alcuni esempi di età di ingresso all’attività agonistica: 7 anni : hockey pista, moto minicross, pattinaggio artistico, tennis tavolo; 8 anni : bocce, ginnastica, karting, nuoto, pattinaggio ghiaccio, scherma; 9 anni : baseball, canottaggio, sci (alpino e nordico), vela; 10 anni : hockey prato, pentathlon, tennis; 12 anni : calcio, judo-sport marziali, pallacanestro, pallavolo, rugby; 14 anni : moto enduro-cross trial e velocità, pugilato, tiro a volo; 16 anni : atletica leggera. Si ricorda che tali età sono suscettibili di modifiche da parte delle singole federazioni. La certificazione di idoneità per l´attività non agonistica è rilasciata - secondo i casi previsti dalle norme - dal medico di famiglia e dal pediatra di libera scelta (pediatra di fiducia), presentando la richiesta scritta del dirigente scolastico o della società sportiva.
CERTIFICATO DI IDONEITA’ AGONISTICA: per praticare uno sport a livello agonistico è necessario presentare un certificato di idoneità. Questo certificato viene rilasciato, dopo la visita medica, dai Servizi di medicina dello sport delle Aziende Usl oppure dai medici dello Sport che lavorano per il Servizio sanitario regionale o in strutture private autorizzate o studi professionali inseriti in un apposito elenco regionale. Il certificato di idoneità sportiva agonistica è specifico, con indicato lo sport per cui è stata concessa l’idoneità e quindi può essere utilizzato solo per quello sport in particolare, anche se, in occasione della visita di idoneità, lo specialista può rilasciare tanti certificati quanti sono gli sport praticati. L’obbiettivo primario della visita medico-sportiva è di escludere la presenza di patologie o malformazioni che controindichino l’attività agonistica.
CLASSIFICAZIONE DELLE FRATTURE OSSEE: la classificazione delle fratture è un argomento molto vasto e completo, cercheremo di riassumere nei seguenti punti le fratture più frequenti e caratteristiche. 1)Composta (senza dislocazione dei frammenti) /Scomposta (con dislocazione dei frammenti): in rapporto all’eventuale spostamento dei segmenti fratturati si distinguono fratture composte, in cui i segmenti di frattura conservano la loro posizione anatomica, e fratture scomposte, in cui si verifica uno spostamento dei frammenti; Chiusa/Esposta: in base all’integrità o meno della cute vi sono fratture chiuse (in cui la cute rimane integra) e fratture esposte ad elevato rischio di infezione (in cui vi è lacerazione della cute ed esposizione esterna dell’osso); Completa/Incompleta: a seconda che la frattura interessi tutto lo spessore dell’osso (frattura completa) o una parte di esso (frattura incompleta o semplice infrazione ossea); Stabile/Instabile: quando subentrano forze deformanti come la forza muscolare che impediscono il contatto reciproco tra i due segmenti ossei si parla di frattura instabile. In questi casi verrà compromessa l’immobilità della frattura con conseguente ritardata guarigione. In caso contrario, in mancanza cioè di forze deformanti, si parla di frattura stabile; Semplici/Pluriframmentarie/Comminute: in base al numero di frammenti ossei prodotti. Se la frattura origina due frammenti ossei ben distinti si definisce semplice. Se invece origina numerosi frammenti prende il nome di frattura pluriframmentale o comminuta (presenza di più rime di frattura); Trasverse/Oblique/Spiroidi/Longitudinali: in base al decorso e alla forma della rima di frattura ( la fessura che separa i due frammenti ossei) le fratture possono essere classificate in: Fratture Trasverse: la rima di frattura è disposta ad angolo retto rispetto all’asse longitudinale dell’osso; Fratture Oblique: la rima di frattura forma un angolo inferiore a 90° rispetto all’asse longitudinale dell’osso (fratture a becco di flauto); Fratture Longitudinali: la rima di frattura è parallela all’asse longitudinale dell’osso; Fratture Spiroidi: la rima di frattura compie un decorso a spirale lungo il segmento osseo, avvolgendosi ad esso.
CONTRAZIONE MUSCOLARE: quando si parla di contrazione muscolare si pensa sempre ad un accorciamento delle fibre attivate; ma in realtà , a seconda della dinamica del movimento, la forza scaturita dalla contrazione muscolare è strettamente legata ad aspetti biomeccanici. Per aspetti biomeccanici intendiamo l’azione dinamica del movimento che compiono i segmenti articolari a cui è inserito il muscolo coinvolto nella contrazione (es. bicipite femorale: bacino-femore-tibia). In generale vengono identificati tre tipi di contrazione che sono: 1)contrazione concentrica (superante o isotonica) I due capi articolari si avvicinano durante la contrazione (sollevare un carico; es.:il braccio solleva una valigia);2)contrazione eccentrica (o cedente) I due capi articolari durante la contrazione muscolare si allontanano (il muscolo cerca di resistere al carico; es.: il braccio posa a terra la valigia); 3)contrazione isometrica (o statica) Durante la contrazione muscolare la distanza tra i due capi articolari rimane invariata (il carico non viene né vinto, né si cede ad esso; es.: il braccio mantiene sollevata la valigia). La combinazione di questi tre tipi di contrazione, può dar luogo ad altre due sottospecie di situazioni biomeccaniche destinate all’erogazione della forza come ad esempio: 1)contrazione pliometrica che si ottiene con una rapida inversione da una contrazione eccentrica ad una concentrica sfruttando l’energia elastica del muscolo accumulata nel primo tipo di contrazione (eccentrica es.:salto in basso e rimbalzo);2)contrazione auxotonica che e’ la combinazione di contrazione isometrica ed isotonica (predominanza di quest’ultima; come ad esempio la partenza dai blocchi dei 100 metri).
CONTROLLO ANTIDOPING: è il principale strumento di lotta al doping e consiste nelle visure anti-doping sulle competizioni e sulle attività sportive, che spettano ad alcuni laboratori accreditati dal Comitato Internazionale Olimpico (C.I.O.).
CONTRATTURA MUSCOLARE: la contrattura muscolare è una contrazione involontaria, insistente e dolorosa di uno o più muscoli scheletrici. In tali contesti, il muscolo coinvolto si presenta rigido e l'ipertonia delle fibre muscolari è apprezzabile al tatto. La contrattura è, quindi, un atto difensivo che insorge quando il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione fisiologico. In particolare, l’eccessivo carico innesca un meccanismo di difesa che porta il muscolo a contrarsi. Le sue cause discriminanti possono essere sia di natura meccanica che metabolica correlate a mancanza di riscaldamento generale e specifico, preparazione fisica non idonea, sollecitazioni eccessive, movimenti bruschi e violenti, problemi articolari, squilibri posturali e muscolari, mancanza di coordinazione. Tra tutte le patologie muscolari, la contrattura è la meno grave, in quanto non causa alcuna lesione anatomica alle fibre muscolari.
CUORE: il cuore è un organo posto nella cavità toracica, più precisamente nel mediastino medio, dietro lo sterno e le cartilagini costali, che lo proteggono come uno scudo, davanti alla colonna vertebrale, da cui è separato dall’esofago e dall’aorta, appoggiato sul diaframma, che lo separa dai visceri sottostanti. Costituito pressoché esclusivamente da tessuto muscolare striato, è supportato da una struttura fibrosa detta pericardio. Il cuore è l’organo centrale dell’apparato circolatorio; funge da pompa capace di produrre una pressione sufficiente a permettere la circolazione del sangue.
CRAMPI MUSCOLARI: i crampi muscolari scaturiscono da contrazioni muscolari involontarie, improvvise e dolorose. Una delle principali cause può essere l’eccessiva fatica, scaturente durante o subito dopo un esercizio fisico. Tuttavia, va evidenziato come i crampi muscolari possano, altresì, derivare da uno squilibrio chimico, ad esempio determinato da una sudorazione eccessiva ovvero da affezioni vascolari. In tale ultima prospettiva va segnalato il caso dei crampi di notte derivanti da problemi circolatori.
DIFETTO INTERATRIALE: presenza di un interruzione a livello del setto che separa l’atrio destro dall’atrio sinistro, con passaggio di sangue (shunt) da una cavità all’altra. La presenza di questo difetto può essere pericolosa in praticanti sport subacquei.
DIFETTO INTERVENTRICOLARE: Presenza di un interruzione con passaggio di sangue a livello del setto che separa il ventricolo destro dal ventricolo sinistro. Relativamente frequente in età pediatrica tende il più delle volte a richiudersi spontaneamente. Talvolta necessita intervento cardiochirurgico.
DISTORSIONE: la distorsione è una patologia a carico dell'apparato locomotore; è causata da traumi o contusioni soprattutto delle ossa più sporgenti, o di movimenti innaturali delle ossa mobili, ma anche un insufficiente tono muscolare può facilitarla. Consiste in una temporanea modificazione dell'articolazione che non comporta però una perdita di contatto tra le superfici articolari come una lussazione. La distorsione provoca un danno di gravità variabile alle componenti dell'articolazione: capsula, legamenti, tendini e menischi. I sintomi caratteristici sono gonfiore, dolore e sensazione di calore. Il medico specialista effettuerà gli accertamenti necessari ad eliminare il sospetto di una frattura e consiglierà il trattamento più adatto.
DOPING: in gergo drogaggio è l’uso ovvero l'abuso di sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell’atleta. II ricorso al doping è un’infrazione sia all’etica dello sport, sia a quella della scienza medica.
ECOCARDIOCOLOR DOPPLER: consente di analizzare visivamente il cuore stabilendo con precisione dimensioni delle cavità cardiache, spessori delle pareti, efficienza dell’apparato valvolare e della muscolatura cardiaca deducibili solo in parte con l’elettrocardiogramma a riposo. Test da sforzo al cicloergometro: permette di valutare la piena efficienza del cuore durante uno sforzo fornendo informazioni riguardo frequenza cardiaca, aritmie, ischemia del miocardio.
ELETTROCARDIGRAMMA: l’elettrocardiogramma (E.C.G.), è un esame non invasivo e indolore, introdotto da Einthoven nel 1911, che registra l’attività elettrica del cuore tramite degli elettrodi posizionati sulle braccia, gambe e precordio (petto). Viene eseguito con il paziente sdraiato e dura ochi minuti. L’elettrocardiogramma fotografa l’attività cardiaca e lo stato di salute al momento della registrazioni , quindi non può prevedere quello che potrà accadere dopo (ad esempio: infarto miocardico, aritmie minacciose per la vita) Può essere eseguito oltre che a riposo ( E.C.G. standard a 12 derivazioni), anche durante sforzo con la cyclette (bicicletta) o tappeto ruotante (tapis roulant).
ERGOMETRO: è un apparecchio che serve a misurare il rendimento del lavoro muscolare. Ne esistono di vari tipi: uno dei più comuni è, ad esempio,il trasportatore in cui il soggetto cammina lungo un nastro teso su un piano inclinato e messo in movimento nella direzione contraria a quella del soggetto. Altro tipo di ergometro. è il ciclo-e in questo caso il soggetto pedala stando seduto su una bicicletta nel cui mozzo posteriore è applicata una resistenza nota, che il soggetto deve vincere pedalando.
ELETTROCARDIOGRAMMA A RIPOSO: registrazione su carta dell’attività elettrica del cuore dalla quale è possibile è possibile indirettamente valutare dimensioni delle cavità cardiache, spessori delle pareti, ischemia miocardica, eventuali aritmie.
EXTRASISTOLE: battito irregolare che interrompe l’ordinata sequenza del ritmo cardiaco cadenzata dal segnapassi naturale del cuore.
FIBRILLAZIONE ATRIALE: Particolare aritmia relativamente diffusa dopo la quinta, sesta decade di vita. Comporta una minor efficienza nel riempimento dei ventricoli ed è possibile causa d’insufficienza cardiaca. Si può agevolmente controllare con la terapia medica. Prolasso valvolare mitralico: anomalia della valvola mitrale, il più delle volte benigna, che presenta dei tessuti abnormemente elastici dei lembi e dei tendini. E’ più soggetta della valvola normale al rischio d’infezioni batteriche, motivo per il quale è necessaria un adeguata profilassi.
FRATTURE OSSEE: per frattura si intende una interruzione dell’integrità strutturale dell’osso che può essere di origine traumatica o spontanea (patologica). fratture ossee. Nel caso di un trauma, l’osso si frattura quando il trauma ha entità tale da superare i limiti di resistenza dell’osso stesso. Il trauma può interessare l’osso direttamente o indirettamente. Nel primo caso l’osso si frattura nel punto in cui viene applicata la forza. In caso di trauma indiretto la frattura si manifesta a d una certa distanza dal punto di applicazione della forza, la quale si propaga lungo la catena cinetica di un arto o della colonna vertebrale fino a raggiungere la sede di frattura. In entrambi i casi le forze applicate possono essere di torsione, di flessione, di compressione o di strappo. Se l’osso è minato da un processo patologico (sistemico o locale), tali forze possono creare una frattura pur essendo irrisorie o di modesta entità, si parla in questi casi di fratture patologiche (tipiche degli anziani, vedi: OSTEOPOROSI ). Esistono poi fratture da stress o da sovraccarico funzionale determinate dalla ripetizione di continue sollecitazioni sull’osso (tipico esempio è la frattura da marcia o dei marciatori che interessa il secondo metatarso). Le fratture possono essere inoltre causate da una brusca e violenta contrazione muscolare (fratture da avulsione) che determina un distacco osseo in corrispondenza dell’inserzione tendinea del muscolo stesso. Questa tipologia di frattura è molto frequente nei giovani atleti nei quali la massa ossea non è ancora ben consolidata.
GINOCCHIO: è un’articolazione complessa, sottoposta a forze che si esprimono contemporaneamente su più piani, sottoponendo le strutture ossee, capsulari, meniscali, legamentose e miotendinee a notevoli sollecitazioni; l’esecuzione scorretta del gesto atletico, un improvviso sovraccarico funzionale al ginocchio, un contrasto con piede fisso a terra possono produrre lesioni acute. Tra le strutture maggiormente colpite da fatti acuti vi sono sicuramente i menischi. Per ogni ginocchio ve ne sono due, uno detto mediale l’altro laterale, di forma grossolanamente a ferro di cavallo adagiati sulla superficie tibiale dell’articolazione del ginocchio. Essi sono addossati e fusi con la capsula articolare, possiedono una discreta mobilità e deformabilità che consente loro di adattarsi ai mutamenti spaziali che si verificano durante i diversi movimenti articolari; la loro funzione è di stabilizzare il movimento di scivolamento e rotolamento dell’estremità femorale, grossolanamente sferica, su una superficie piatta quale è quella della tibia.
HOLTER: esame che comporta la registrazione per ventiquattro ore dell’attività cardiaca. Ciò grazie ad uno speciale registratore connesso agli elettrodi fissati sul torace. Ha lo scopo di evidenziare anomalie sospettate sulla base del racconto clinico di un paziente ma non evidenziate dall’ elettrocardiogramma. Test del gradino: anche detto master test, è l’esame da sforzo cardiologico previsto dal protocollo ministeriale per la concessione d’idoneità allo sport agonistico. Consiste nel salire e scendere per tre minuti su un gradino d’altezza proporzionale all’altezza dell’atleta, con un ritmo scandito da un metronomo. E’ un esame insufficiente a valutare le reali potenzialità dell’apparato cardiovascolare d’ogni singolo atleta ed i rischi di un esercizio massimale. Non consente inoltre un adeguato monitoraggio della traccia elettrocardiografia durante l’esecuzione dello sforzo risultando così difficoltoso riconoscere disturbi di tipo ischemico o aritmico.
INDICE DI MASSA CORPOREA: l’indice di massa corporea (I.M.C. o B.M.I., acronimo Inglese di Body Mass Index) è un parametro che mette in relazione la massa corporea e la statura di un soggetto. L’I.M.C. fornisce una stima delle dimensioni corporee più accurata rispetto alle vecchie tabelle basate semplicemente su altezza e peso. L’indice di massa corporea si calcola dividendo il proprio peso espresso in kg per il quadrato dell’altezza espressa in metri: I.M.C. = massa corporea (Kg) / statura (m2). In base a questa formula, l’indice di massa corporea di una persona che pesa 75 chilogrammi ed è alta 1 metro e 80 centimetri sarà quindi uguale a: 75 / (1,80 * 1.80) = 75 / 3.24 = 23,1. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), l’IMC, o indice di massa corporea, è raggruppabile in 4 categorie: 1)sottopeso (IMC al di sotto di 19); 2)medio (IMC compreso tra 19 e 24); 3)sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 30);3)obesità (IMC al di sopra di 30).
IPERPLASIA MUSCOLARE: aumento di volume del muscolo conseguente all’aumento numerico delle cellule che lo compongono. Esempi di iperplasia fisiologica sono la proliferazione dell’epitelio ghiandolare della mammella durante la pubertà e la rigenerazione del fegato dopo danno epatico esteso.
IPERTENSIONE ARTERIOSA: condizione nella quale ci si trova quando il valore di pressione arteriosa supera il limite di 140/90 millimetri di mercurio correttamente rilevato in più misurazioni. Può essere presente sin da giovane età ma è più frequente in individui adulti. L’ipertensione arteriosa è molto insidiosa perché il più delle volte non da nessun sintomo. Insieme a fumo, diabete e ipercolesterolemia è il maggiore fattore di rischio per malattie dell’apparato cardiovascolare Ipotensione arteriosa: Il più delle volte non è una condizione patologica ma uno stato costituzionale più frequente in donne magre. Non necessita di una specifica terapia a meno che non consegua a determinare condizioni patologiche.
IPERTROFIA CARDIACA: è una risposta che i ventricoli mettono in atto per adattarsi ad un aumento importante e protratto del carico di lavoro. Le cause che possono portare a un aumento del lavoro del cuore, più precisamente della sistole, possono essere le seguenti: un aumento della resistenza arteriosa sistemica, una possibile mutazione delle proteine sarcomeriche, una perdita della massa contrattile di un precedente infarto. Nello sport gli atleti agonisti che seguono per la preparazione, rigorose schede d'allenamento che comprendono sedute giornaliere di più ore, sono soggetti a vari adattamenti sia a carico dei muscoli scheletrici sia a carico del sistema cardiovascolare. In quest'ultima ipotesi i cambiamenti che avvengono su sugli sportivi sono conosciuti come sindrome del cuore d'atleta.
IPERTROFIA MUSCOLARE: aumento di volume del muscolo per aumento di volume degli elementi che lo compongono (fibre, miofibrille, tessuto connettivo, sarcomeri, proteine contrattili e via discorrendo.).
LESIONI COMPLESSE DEL GINOCCHIO: nei casi più gravi le lesioni vengono definite complesse quando due o più strutture articolari vengono coinvolte ( per esempio rottura meniscale e lesione legamentosa sia del crociato anteriore che del collaterale mediale); la soluzione chirurgica diviene indispensabile per restituire stabilità al ginocchio, ma è evidente che vi saranno evidenti postumi del trauma subito ed i tempi di recupero risulteranno assai lunghi.
LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE (L.C.A.): è uno dei quattro legamenti che contribuiscono alla stabilità del ginocchio. Sua funzione è limitare la rotazione interna della tibia e la tendenza alla sublussazione anteriore della tibia rispetto al femore. Ha origine posteriormente e medialmente al condilo laterale femorale e si fissa nella parte anteriore del plateau tibiale. La rottura del L.C.A. è molto frequente durante l’attività sportiva, il più delle volte a causa di una torsione anomala della tibia rispetto al femore.
LESIONI DEI LEGAMENTI MEDIALE E COLLATERALE: oltre ai legamenti crociati (vedi GINOCCHIO) esistono altri due legamenti assai importanti per la stabilità del ginocchio: Il legamento collaterale mediale e collaterale laterale. Essi decorrono ai lati del ginocchio ed il loro compito è di stabilizzare l’articolazione nei movimenti di traslazione laterale . Tra i due il più frequentemente interessato da lesioni acute è il collaterale mediale che nella maggior parte dei casi subisce lesioni parziali che ben riparano con un’adeguata immobilizzazione. Altre volte invece la lesione è così profonda che l’unica soluzione è l’intervento chirurgico per riparare e ritendere il legamento rotto.
LESIONI DEI TESSUTI: colpiscono i muscoli e i legamenti degli sportivi.
LESIONI DEI TESSUTI DURI: colpiscono le ossa e di solito si tratta di lesioni molto gravi come fratture e lussazioni. Per questi tipo di lesione è necessario l’intervento di un medico specialista.
LESIONI DEI TESSUTI MOLLI: i lividi o le contusioni sono causati dalla rottura dei capillari con conseguente infiltrazione del sangue nel tessuto sottocutaneo. Lo strappo muscolare è una piccola lacerazione delle fibre muscolari mentre lo strappo dei legamenti è una piccola lacerazione dei legamenti.
LISTA DELLE SOSTANZE E METODI PROIBITI: la lista delle sostanze e pratiche mediche il cui impiego è vietato per doping è in vigore dal primo gennaio 2009. La lista è composta da cinque sezioni: Sezione 1: classi vietate; Sezione 2: principi attivi appartenenti alle classi vietate; Sezione 3: specialità medicinali contenenti principi attivi vietati; Sezione 4: elenco in ordine alfabetico dei principi attivi e delle relative specialità medicinali; Sezione 5: pratiche e metodi vietati.
MEDICINA DELLO SPORT: la Medicina dello Sport è una branca della Medicina, che si occupa degli effetti delle attività fisico-motorie sul corpo umano sano e patologico e della diagnosi, terapia e prevenzione degli infortuni che avvengono nel corso delle attività sportive.
MENISCHI: sono delle strutture fibro-cartilaginee presenti fra costituenti articolari le cui superfici non risultano congruenti tra loro. La loro presenza garantisce un ripristino della congruenza tra le superifici articolari ma non solo: la loro grande importanza sta anche nel fatto che fanno da tampone alle sollecitazioni biomeccaniche a cui un’articolazione è sottoposta ogni giorno. La loro forma cambia in rapporto alle superfici tra le quali si trova. L’esempio più tipico è rappresentato dai menischi del ginocchio: qui ne troviamo due, uno mediale e uno laterale: 1)il menisco mediale ha forma di semiluna e tra i due è il più grande;2)il menisco laterale è quello più piccolo e rispetto al mediale la sua forma è più aperta e rappresenta più un ferro di cavallo. Il menisco laterale e il menisco mediale sono uniti tra loro dal legamento trasverso del ginocchio posto anteriormente ad essi. La presenza del menisco non si limita soltanto all’articolazione del ginocchio: è molto importante anche quello presente nell’articolazione temporo-mandibolare. Il menisco qui presente è formato da fasci fibro-cartilaginei che si confondono con le fibre dei muscoli pterigoidei. La forma è elissoidale e divide l’articolazione in due parti (divisione puramente didattica) individuando due cavità non comunicanti tra loro che permettono di classificare la temporo mandibolare in una diartrosi condiloidea doppia.
MENISCOPATIA: la meniscopatia è la rottura parziale o minima del menisco.
MIDOLLO OSSEO: occupa il canale delle ossa lunghe e gli spazi intertrabecolari delle ossa piatte e delle epifisi. Nella fase embrionale funge da organo emopoietico ed è di colore rosso vivo. Nell’adulto, solo il midollo del tessuto spugnoso mantiene tali caratteristiche, mentre il midollo della cavità diafisaria assume un colore giallognolo perché sostituito da tessuto ricco di sostanze lipidiche. Negli esseri umani, un osso normale viene distrutto e ricostruito completamente ogni due mesi circa.
MUSCOLO: il muscolo è un organo composto da tessuto muscolare ovvero un tessuto biologico deputato alla contrazione. L’insieme dei muscoli costituisce l’apparato muscolare, che è annesso all’apparato locomotore. Ci sono diversi tipi di muscoli. In base alla morfologia, possiamo distinguere: 1)muscoli striati scheletrici, che presentano caratteristiche striature trasversali visibili anche ad occhio nudo, meglio ancora al microscopio ottico. Tali striature sono dovute alla disposizione regolare degli elementi contrattili. I muscoli striati scheletrici, si contraggono in seguito a impulsi nervosi provenienti dai motoneuroni del sistema nervoso centrale, ovvero a livello cosciente. Sono connessi a segmenti scheletrici; 2)muscoli striati miocardico che costituisce la componente muscolare (che è anche la più cospicua) del cuore, detta miocardio. Microscopicamente rispetto alle fibre muscolari scheletriche oltre alle strie trasversali note, posseggono altre striature trasversali ben evidenti, chiamate strie intercalari. Sono le zone di giunzione delle fibre stesse. Il muscolo cardiaco si contrae indipendentemente dalla volontà; 3)muscoli lisci, cosiddetti in quanto non presentano striature trasversali, essendo disposti in essi disordinatamente gli elementi contrattili. Si presentano in genere di colore più chiaro rispetto alla muscolatura striata. Sono questi a costituire la componente muscolare dei visceri; 4)muscoli lisci (salvo pochissime eccezioni) sono involontari, cioè la contrazione di questi avviene in maniera indipendente dalla volontà: sotto il controllo di ormoni, stimoli esterni o in seguito a impulsi provenienti dal sistema nervoso autonomo.
OSSO: un osso è una parte anatomica solida dei vertebrati: l’insieme delle ossa di un dato animale ne costituisce lo scheletro. In base alla loro morfologia, possono essere distinte in quattro tipi: le ossa lunghe, le ossa corte, le ossa irregolari e le ossa piatte. Le ossa lunghe sonocomposte da un corpo o diafisi e due estremità dette epifisi. Nell’infanzia e nell’adolescenza è possibile distinguere, tra epifisi e diafisi, le metafisi o cartilagini di accrescimento. All’interno della diafisi, vi è una cavità detta cavità diafisaria occupata interamente da midollo osseo giallo, per lo più adiposo, che non concorre all’emopoiesi. Le pareti della cavità sono costituite da tessuto osseo compatto. Le epifisi sono costituite da tessuto osseo spugnoso, reso più resistente da trabecole ossee. All’interno delle epifisi si trova il midollo osseo rosso, responsabile dell’emopoiesi. Le ossa corte, forma più o meno cuboide, costituite da tessuto osseo spugnoso circondato da uno strato sottile di tessuto osseo compatto; non contengono perciò midollo osseo. Le ossa irregolari, costituiscono raggruppamenti di ossa (vertebre, ossa facciali) con forme e dimensioni variabili; più nota è la rotula che appartiene alle ossa irregolari sesamoidi le quali si distinguono poiché sono isolate. Infine, le ossa piatte, costituite da uno strato di tessuto spugnoso frapposti.
PATOLOGIE TENDINEE: sono un insieme di malattie che interessano i tendini (tendiniti, tendinosi), la guaina sinoviale o peritenonio che li protegge (tenosinovite, paratenonite) o le strutture anatomiche adiacenti come le borse (borsiti). Spesso tutte queste condizioni sono presenti contemporaneamente e per questo motivo in codesto articolo verranno trattate globalmente. Come tutte le strutture anatomiche anche i tendini possono andare incontro, con il passare del tempo, a fenomeni degenerativi. Le patologie tendinee sono infatti piuttosto frequenti nonostante la natura abbia dotato i tendini di una grossa resistenza alle sollecitazioni esterne (si calcola che durante la corsa la tensione applicata al tendine di Achille raggiunga i 9000 N che corrispondono, grosso modo, ad una tonnellata). Le lesioni solitamente si verificano nel punto di collegamento tra il tendine con il tessuto osseo e per questo motivo si parla spesso di “patologia inserzionali”.
POLMONE: Il polmone è l’organo essenziale per la respirazione nei vertebrati. La sua principale funzione è di trasportare ossigeno dall’atmosfera al sangue e di espellere anidride carbonica dal sangue all’atmosfera. Questo scambio di gas è compiuto in un mosaico di cellule specializzate che formano delle piccole sacche d’aria chiamate alveoli. I polmoni hanno anche delle funzioni non respiratorie. I termini medici che si riferiscono al polmone molto spesso iniziano con il prefisso pneumo-, dal Greco pneuma (spirito, aria).
PRATICHE VIETATE NELLO SPORT: in tema di potenziamento del trasporto di ossigeno, sono proibiti i seguenti metodi:1)il doping ematico, compreso l’uso di sangue autologo, omologo o eterologo o prodotti contenenti globuli rossi di qualsiasi origine; 2)potenziamento artificiale dell’assorbimento, del trasporto o del rilascio di ossigeno,compresi ma non limitati alle sostanze chimiche perfluoridiche, all’efaproxiral (RSR13) e a prodotti di emoglobina modificata (ad es. sostituti del sangue basati sull’emoglobina, prodotti di emoglobina microincapsulata), ad esclusione dell’ossigeno supplementare. In tema di manipolazione chimica e fisica sono proibiti: 1)la manipolazione, o tentata manipolazione, per alterare l’integrità e la conformità dei Campioni raccolti nei Controlli Antidoping. Questi includono ma non si limitano a cateterizzazione, sostituzione e/o alterazione di urina (ad es. proteasi); 2)le infusioni endovenose sono proibite ad eccezione di quelle legittimamente ricevute nel corso di ricoveri in ospedale o di indagini cliniche. In tema di doping genetico sono proibiti: 1)il trasferimento di cellule o elementi genetici (come ad esempioDNA, RNA);2)l’utilizzo di agenti farmacologici o biologici capaci di modulare l’espressione genica;3)gli agonisti del recettore G attivato dal Proliferatore del Perossisoma (PPARG) (come ad esempio GW 1516) e gli agonisti dell’asse PPARG-AMP-protein chinasi attivato (AMPK) (acome ad esempio AICAR).
PUBALGIA: è una mioentesite che colpisce i punti di inserzione sull’osso pubico di diversi muscoli: adduttori, pettineo, piramidale, retti addominali, obliqui addominali, trasversi addominali. Viene provocata generalmente da un carico eccessivo nel corso dell’attività sportiva; colpisce soprattutto i calciatori. Se si generalizza il termine, intendendo come pubalgia una qualunque sindrome dolorosa interessante la regione addomino-pubo-crurale, quindi non solo patologie tendinee, muscolari, ossee o articolari, ma anche patologie infettive, tumorali, borsiti, intrappolamenti nevosi e via discorrendo. Per chi pratica la corsa, secondo la teoria, la pubalgia viene spesso provocata dal sovraccarico nei punti di inserzione degli adduttori, dovuto a: 1) attività su fondo irregolare;2) scarpe inadeguate;3)scarso equilibrio fra la muscolatura degli arti inferiori e quella addominale (condizione possibile in chi corre); 4)infortuni precedenti non ben recuperati, 5)incremento quantitativo (o qualitativo) troppo rapido dei carichi d’allenamento.
RIABILITAZIONE SPORTIVA: s’intende una terapia mirata alla risoluzione della patologia, (sia essa traumatica acuta, come distorsioni, distrazioni muscolari, fratture, ecc., o da sovraccarico funzionale, come tendiniti, borsiti, ecc.), che consenta il ritorno all’attività sportiva, (agonistica e non), dell’atleta, in tempi e modi adeguati.
ROTTURA DEI LEGAMENTI CROCIATI: i legamenti crociati, anteriore e posteriore, alloggiati all’interno del ginocchio sono tesi tra il femore e la tibia incrociandosi l’un con l’altro; la funzione biomeccanica è di stabilizzare reciprocamente durante il movimento l’articolazione del ginocchio. Come per i menischi un’anomala energia impressa ai legamenti da movimenti abnormi può causarne una distensione tale da provocarne la rottura parziale o totale.
SINDROME DI HOFFA: è un infiammazione del tessuto adiposo presente in entrambi i lati del tendine rotuleo (tendine che congiunge la rotula alla tibia). E’ causata da ripetuti microtraumi (iperfunzione) durante una attività fisica intensiva. Può essere,altresì, provocata da un rapido aumento dell'attività fisica o da corse in salita o su superfici accidentate
SINDROME DI W.P.W.: quadro clinico generato dalla presenza di un fascio di tessuto anomalo che mette in collegamento atri e ventricoli, esponendo il cuore al rischio di pericolose aritmie. Il suo accertamento in sportivi comporta la necessità dello studio elettro fisiologico, che individua la probabilità d’aritmie.
SINTOMATOLOGIA DELLE FRATTURE: la sintomatologia delle fratture è caratterizzata da: 1)dolore (stimolo delle terminazioni sensitive del periostio);2)ridotta motilità (più o meno ampia a seconda della sede della frattura e della posizione anatomica del singolo osso);3)impotenza funzionale (dolore e mancanza del braccio di leva per i muscoli);4)ematoma.
SISTEMA AEROBICO: è il metabolismo energetico che si innesca durante l’esercizio leggero o moderato, quando sono presenti livelli di ossigeno sufficienti. Questo sistema fornisce per un periodo prolungato energia costante, con il raggiungimento di livelli ottimali dopo 20 minuti, a quel punto si cominciano a consumare i grassi di deposito come fonte energetica. Questo sistema è quello più redditizio perche sfrutta al massimo le potenzialità degli zuccheri e dei grassi, il tutto sempre in presenza di ossigeno, che dipende dalle capacità del sistema cardiocircolatorio e respiratorio, proprio per questo quando l’intensità muscolare aumenta e l’organismo non è in grado di offrire la giusta quantità di ossigeno, l’energia viene prodotta attraverso il sistema anaerobico lattacido, che può utilizzare e produrre energia dagli zuccheri in assenza di ossigeno, ma con la conseguenza della produzione di acido lattico.
SISTEMA ANAEROBICO ALATTACIDO: è molto intenso e può essere svolto per un brevissimo tempo (circa 8-10 secondi); viene utilizzato per sforzi massimali (sollevamento pesi) ed è legata al numero di accumulatori energetici già presenti all’interno della cellula muscolare (la creatinfosfato). Quest’energia di pronto utilizzo non ha bisogno di ossigeno e non produce acido lattico, quindi una volta esaurita, per continuare il lavoro, deve per forza richiedere l’aiuto di altri sistemi energetici quali l’Anaerobico lattacido.
SISTEMA ANAEROBICO LATTACIDO: è il sistema energetico di, medio-alta intensità che viene ad essere interessato nella maggior parte delle nostre azioni quotidiane; infatti la durata della sua azione si concentra in 45 secondi 1 minuto circa. L’utilizzo di questo sistema energetico è evidenziato dalla produzione dell’acido lattico prodotto dalla scissione dei glicidi (glicolisi anaerobica) come elemento di scarto dell’energia prodotta in assenza di ossigeno. Ne deriva quel senso di fatica e rallentamento della contrazione muscolare che in alcuni casi, quando la produzione è così alta, non viene smaltito dal fegato oppure convertito in acido piruvico e blocca letteralmente la contrazione muscolare provocando il cosiddetto crampo.
SOGLIA ANAEROBICA: individua il momento nel quale il muscolo che lavora non è più in grado di bruciare i substrati metabolici in maniera ottimale. Ciò avviene sino a quando al muscolo arriva l’ossigeno trasportato dal sangue grazie alla perfetta efficienza del sistema cardiovascolare. L’allenamento migliora enormemente questa capacità di trasporto. Superata la soglia anaerobica è possibile un’ulteriore produzione d’energia, ma con una resa notevolmente inferiore e con produzione d’acido lattico. L’accumulandosi progressivo dell’acido lattico riduce sino all’interrompere la capacità di sostenere uno sforzo.
SOFFIO AL CUORE: reperto ascultatorio relativamente frequente in soggetti di giovane età. Il più delle volte è fisiologico e per questo definito “innocente”. Più raramente è espressione di una patologia delle valvole cardiache o d’altri apparati del cuore. La natura certa del soffio al cuore si derime con l’esame ecocardio colordoppler. Aritmia: è un termine usato per indicare un disturbo del ritmo cardiaco che comprende una gran varietà di condizioni che vanno dalla semplice extrasistole asintomatica alla fibrillazione ventricolare, causa della sindrome della”morte improvvisa”.
SPIROMETRIA: la spirometria è un test diagnostico diretto a valutare la funzionalità polmonare. Si tratta di uno strumento particolarmente efficace e diffuso in quanto standardizzato, indolore, facilmente riproducibile ed oggettivo. E’ utilizzata frequentemente nella diagnosi e nella valutazione delle funzionalità polmonari nelle persone con malattie restrittive o ostruttive delle vie aeree. Durante tale esame ci si avvale di un particolare strumento chiamato spirometro, in grado di valutare i diversi volumi polmonari.
SPORT TERAPIA: è una disciplina medica ormai riconosciuta da un punto di vista scientifico e metodologico come disciplina terapeutica facente parte integrante del trattamento riabilitativo del paziente mieloleso, sia esso bambino o adulto. E’ un strumento terapuetico che, utilizzando metodiche diverse, ha lo scopo di contribuire al raggiungimento del massimo livello di autonomia compatibile con il livello di lesione, favorendo sia il recupero delle capacità motorie residue post-lesionali, sia l’evocazione di attività motoria silente, migliorando inoltre la resistenza allo sforzo. Tutto ciò facilita il raggiungimento dell’indipendenza nelle attività della vita quotidiana e migliora gli stati d’animo e gli umori, l’inclusione sociale e l’autostima della persona. Non di secondaria importanza sono i vantaggi a carico del sistema cardio-circolatorio e respiratorio, che comportano una riduzione del rischio cardio-vascolare.
STIRAMENTO: lo stiramento ovvero elongazione muscolare, è una lesione di media entità che altera il normale tono. E’ è piuttosto frequente in ambito sportivo ed è causato dall'eccessivo allungamento subito dalle fibre muscolari e può verificarsi in situazioni diverse quali: la mancanza di riscaldamento generale e specifico, la preparazione fisica non idonea, movimenti bruschi e violenti, problemi articolari, squilibri posturali e muscolari, mancanza di coordinazione, condizioni ambientali avverse,microtraumi ripetuti, abbigliamento e calzature non idonei,recupero insufficiente dopo un precedente sforzo atletico.
STRAPPO MUSCOLARE: lo strappo ovvero distrazione muscolare è una lesione piuttosto grave che causa la rottura di alcune fibre che compongono il muscolo. Questi lesione è generalmente causata da un'eccessiva sollecitazione dei muscoli, come ad esempio brusche contrazioni e scatti improvvisi. Lo strappo muscolare si manifesta sovente nell’ambito delle attività sportive e, nello specifico, in quelle che presentano movimenti biomeccanici esplosivi tipici di sport come il sollevamento pesi, i calcio, l’atletica e via discorrendo. Una delle principali cause della lesione derivano da condizioni di scarsa preparazione atletica viceversa di sovraccarico di allenamento e nondimeno dal mancato riscaldamento.
TENDINI: sono robuste strutture fibrose, dal colorito madriperlaceo, che legano i muscoli alle ossa. Queste importanti strutture anatomiche funzionano pertanto come vere e proprie connessioni, in grado di trasformare in movimento la forza generata dalla contrazione muscolare.
TENDINITE: è un processo infiammatorio che coinvolge uno o più dei 267 tendini presenti nel corpo umano. Tale infiammazione è comunemente causata dalla ripetizione cronica di microsollecitazioni che a lungo andare alterano la normale struttura delle fibrille. Si parla in questo caso di patolgia tendinea da sovraffaticamento. Quando un tendine è sollecitato oltre il limite di sopportazione fisiologica, le fibrille che lo compongono subiscono delle lesioni più o meno ampie. Tali lacerazioni vengono riparate spontaneamente ma le nuove cellule formeranno un tessuto più vascolarizzato, disorganizzato e per questo meno resistente dell’originale. Si parla in questo caso di degenerazione tendinea che avrà come risultato finale una diminuzione della dimensione delle cellule (ipotrofia). Se a tale degenerazione è associata una risposta infiammatoria si parla di tendinite in caso contrario di tendinosi. I tendini che si logorano più frequentemente sono quelli delle ginocchia, dei gomiti e della spalla (cuffia dei rotatori).
TEST CARDIPOLMONARI: i test cardiopolmonari in Medicina dello Sport sono quelle indagini diagnostiche dirette a misurare la capacità di adattamento dell’atleta allo sforzo e gli eventuali fattori limitanti analizzando le riposte ventilatorie, cardiovascolari, e metaboliche indotte dall’esercizio fisico. Strumenti tecnologici finalizzati a tali verifiche sono, in particolare il cicloergometro, il nastro trasportatore e gli armoergometri. Il cicloergometro è una macchina sul modello di una bicicletta munita ergometro che è un apparecchio per la misurazione del lavoro che esercita persona durante l'attività fisica come quello usato in allenamento viceversa test di stress cardiaco o altri test i Medicina dello Sport. Il nastro trasportatore (in inglese treadmill), noto anche come pista o pedana mobile, consente di eseguire sul posto sia la marcia che la corsa, variando la velocità del nastro tra circa 1,5 e 13 km/h, in piano o con pendenze fino al 20%; il movimento degli arti inferiori deve essere opportunamente accompagnato da quello a pendolo degli arti superiori, come nella normale deambulazione e nella corsa. Durante la prova è possibile controllare l'andamento di vari parametri fisiologici, come la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, lo scambio ventilatorio dei gas, nonché visualizzare il tracciato elettrocardiografico su di un oscilloscopio. Gli armo ergometri sono quegli ergometri che coinvolgono solo gli arti superiori e vengono, sovente, utilizzati nel campo della Medicina dello Sport per lo studio di quei pazienti inabili all'esecuzione di esercizi coinvolgenti gli arti inferiori. Con tali attrezzature si evince la fattibilità del il carico di lavoro, essendo in pratica dei cicloergometri modificati.
TOTAL BODY CONDITIONING: di derivazione anglosassone comprende tutti gli esercizi volti ad allenare il tono e la forza muscolare attraverso stimolazioni condizionate. L’attività di condizionamento muscolare, sia a corpo libero che con attrezzi, prevede diverse tipologie di contrazioni muscolari, concentriche, eccentriche, isometriche. Attraverso allenamenti di condizionamento muscolare a carico naturale e con sovraccarico, si vanno a stimolare i diversi muscoli, migliorandone il tono (in particolare di quelli responsabili della postura) ed eliminando eventuali inestetismi.
TRATTAMENTO DELLE LESIONI: il metodo R.I.C.E.R. (Rest, Ice, Compression, Elevation, Referral, Riposo, Ghiaccio, Compressione, Elevazione, Consulto) è il metodo più diffuso per il trattamento delle lesioni dei tessuti molli, quali dolori muscolari, dolore al movimento e lividi.
VALVULOPATIA: malattia di una o più valvole del cuore. Il più delle volte è di natura congenita, ma può conseguire ad un infezione o essere espressione di una degenerazione senile.
LE REGOLE DI SPORTLEX
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